Monday, July 30, 2007

Monica Roccaforte Dvds

balancing Claims


reading the Corriere della Sera yesterday (Sunday, July 29) you could not help but notice, but I would say that is a matter that has been going on for some time, the propensity of the left to lose by no means idle in balancing that seems to keep Orfei circus but without the spectacle of the hairpiece of Moira Orfei.
I come to the point: Sergio Romano
editorial says that Veltroni has rolled out the program in Turin, then on Saturday in an interview said that if you do not make constitutional reforms - as regards the division of powers between rooms, premier, and electoral reform - there is no saint: you can not do absolutely nulla! Il sistemo è bloccato. Grazie di avercelo detto prima di cominciare a menare il can per l’aia.
Almeno l’ha detto subito! Magari c’è speranza che questa consapevolezza maturi più profondamente tra gli schieramenti visto che sono in molti a pensarla come Veltroni.
Punto secondo. Bologna: vicenda della mostra/performance intitolata “la Madonna piange sperma” organizzata dall’associazione gay “carni scelte”. La mostra doveva tenersi un mese fa, ma è stata proibita per vilipendio alla religione con canto di Cofferati che s’incazza con i gay e Cafarra che celebra messe riparatorie.
In tutto questo tourbillon l’associazione viene denunciata per vilipendio, in fact, and the prefect De Nicola said, however, that blasphemy does not exist because the Madonna, theologically speaking, is not a deity, and pulls out all the judgments of the Constitutional Court that the blasphemy that is only reported if the deity. Now, on the understanding that I hate bigotry, I think that a show like this was completely inappropriate, insensitive and not because it says the cardinal Cafarra, but because you can hit the weed authoritarianism of the church in a much more intelligent with a queer hysterical provocation. However, the position taken by De Nicola, intended to save both ways, is even more absurd. It will be legally correct, but it is anti-culturale. Per chi crede e chi non crede la figura della Madonna è una delle più belle, più straordinariamente poetiche che la nostra cultura abbia prodotto ed è assurdo sostenere che la mostra sia offensiva per la religione ma che non costituisca bestemmia. E’ una bestemmia e festa finita! Lo è nei confronti della nostra cultura! Allo stesso modo, pensare di insultare la Madonna senza bestemmiare è svilente anche per il bestemmiatore stesso. Lascerebbe un vuoto immenso, un senso di solitudine senza precedenti.
Chiedetelo ai vecchi dei circoli Arci e vedrete che strabuzzeranno gli occhi, sgomenti.
Non importa se non ci sono i termini giuridici per definirla come tale: se io fossi uno di quelli che hanno organizzato la shows not accept anything, not even in the turtle, this acquittal, because among other things, demeans the scope of my challenge. If a cause must take responsibility for what he does. Better that badly fucking guilty by a balance small. So next time maybe you will call her "Saint Joseph crying sperm" or "the ox and the donkey cry sperm" ... what ever change ??????
Third, he cites an article in Corriere Liberation (communist newspaper) says that consumerism is freedom and not be demonized. And down that path already comunistoni begin to argue as if they were debating on the entity. And since non abbiamo ancora risolto le contraddizioni legati ai sistemi di produzione proviamo ad andare a valle a risolvere quelli del consumo. E quindi, nell'articolo, si consiglia alla sinistra di lavorare sul senso di frustrazione metropolitano che nasce in coloro che non hanno potere d’acquisto. E Luciano Canfora dice che un esproprio proletario nei negozi di via Montenapoleone non è un atto rivoluzionario: anche perché, direi io, se proprio si deve pensare a un esproprio proletario mi concentrerei su altri beni di largo consumo. Magari si potrebbe organizzare una festa dell’Unità in cui si va in balera solo con vestiti Gucci e Prada, ma poi io li restituirei. Insomma sarebbe solo un divertissement!
E poi quel gatto lupesco di Edoardo Sanguineti dice che sì, i consumi devono essere liberi ed equi ma questo è possibile solo dopo la rivoluzione. Ma, dico io, che tipo di consumo si avrebbe dopo una rivoluzione comunista? E’ evidente che non si potrebbe parlare più di “consumo” nei termini in cui lo si definisce in una società capitalista. Sarebbe un’altra cosa.
Insomma ieri c’ho perso il capo per star dietro a questi funamboli. E tutto questo deambulare nelle funi del paradosso si addice più ai lustrini, alle paillette e alle salopette che a coloro che tentano di pensare a nuove forme di società.Tutto questo più che di sinistra, è molto sinistro. Davvero.
ps: sulla faccenda relativa al welfare stendo un velo pietoso. Before a conclave of 20 days to reach an agreement with social partners and now ... the radical left threatening battle in parliament to change the text utleriormente. And Diliberto says, "ognungo must have your hands free vote on the law in parliament as if to say ... .." as-you-move-you-lightning. "Infernal!

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